Scacchiera

La decostruzione è prodotto per gli associazioni liberali della mente e sulla logica della deformazione come un caso singolare della variazione del tema composto. E cioè sulla capacità delle linee di rompere, di estendersi, di muoversi nello spazio schizzando, lacerando, zigzagando in uno spazio nuovo.

Daniel Libeskind fa tutto questo nel Museo ebraico a Berlino, è una sintesi architettonica dell’identità culturale di un popolo, si pone anche come tangibile espressione della presenza e del ruolo degli ebrei in Germania, ma oltre tutto questo è un invito alla riconciliazione – fisica e spirituale

Alla base della sua proposta era il desiderio di affrontare, in un’unica struttura, temi ampi e complessi come la storia degli ebrei tedeschi e il vuoto lasciato dalla loro assenza a Berlino, per arrivare infine a offrire un simbolo di speranza per un nuovo corso storico, per Berlino e per l’Europa.

La deformazione della forma di una stella di sei picchi, Stella di Davide, simbolo della sua religione, fa l’idea che concettualizza il luogo

Il nome dato da Libeskind al suo progetto era “Between the lines” (tra le righe). L’idea di partenza, infatti, era quella di due linee: la prima composta di sezioni frammentate; la seconda, invece, tortuosa ma continua, senza fratture. In questo modo Libeskind rappresentava visivamente la coesistenza di due elementi: da una parte la frammentazione, dall’altra la continuità, la speranza; gli ebrei e i tedeschi, la tradizione e il presente.

Tre passaggi sotterranei collegano l’edificio nuovo con quello antico. Il primo asse porta alla “Scala della continuità”, ovvero al museo vero e proprio e alla mostra permanente; il secondo conduce al “Giardino della Diaspora e dell’Emigrazione”; il terzo al “Vuoto dell’Olocausto”, simbolo dell’assenza dei cittadini ebrei di Berlino.

Commento

Ho scelto al architetto Daniel Libeskind perché mi piace il suo modo di progettare, come fa l’uso di una quantità ridotta d’ elementi, solo quelli assolutamente necessari per modellare quello che si vuol trasmettere.

“La linee creano cosi dei micro mondi e un universo di costellazioni e di potenzialità”

Ogni linee che si fa per arrivare ad un progetto ha un significato, e una ragione e tutti insieme sono parte di una cosa più grande. Alla fine ogni edificio è un piccolo mondo, ogni uno con la su funzione e popolazione

“La città contemporanea ha bisogno di “informazione” non colo come prodotto, ma anche come simboli e immagini”

Considero che ogni città deve avere un progetto che ha la funzione di simbolo e può dare senso d’identità a la sua gente, diventando un un’architettura emblematica. Io voglio trasmettere questo nel mio progetto, che più di essere una costruzione sia un’importante pietra miliare nella zona così come fa l’architetto Daniel Libeskind che fornisce architettura significativa

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